Non riesco ad essere me stessa

Sono sempre io, questa volta però ho messo il mio vero nome. E per la serie alcune volte ritornano eccomi qui, di nuovo. Che sto male come tutte le altre volte, forse peggio.

Mi sento così triste... E così sola. Mi sento dentro un carcere che mi sono costruita da sola ma del quale non riesco più a trovare la chiave che mi permetta di uscire. Forse in tutta la mia vita non sono mai stata così sola come adesso, il che è tutto un dire. Sono sola perché non mi conosce nessuno, perché non sono assolutamente in grado di far vedere agli latri chi sono. Il magnifico teatrino della mia vita sta funzionando talmente tanto bene che ne sono rimasta incastrata tra i meccanismi, trovandomi la maschera di qualcun'altro incollata sul volto. Non riesco ad essere me stessa. Mi sono resa conto che non ho mai parlato seriamente con qualcuno, è da 18 anni che chiacchiero con le persone, senza comunicare davvero. Le cosiddette "small talk". Mi sembra di non essere in grado di governare la mia vita, mi faccio travolgere da quello che succede senza cercare di oppormi. Sono stanca, stanca da morire di mostrarmi così chiassosa e anche, forse, un pochino "buzzurra" ma questo è l'unico modo per me di riuscire a parlare. Senza questo personaggio non parlerei mai, mai. Sento il malessere come un enorme macigno sulla mia schiena, che mi piega e mi impedisce di respirare. Gli attacchi d'ansia poi, sono ormai una cosa naturale. Ma mai davanti agli altri, solo oggi in classe sono stata male all'improvviso e sono dovuta correre in bagno a piangere. Qualche lacrima poi è scappata anche in classe e mi sono vergognata profondamente nel farmi vedere così debole, anche da persone che mi vogliono bene. Disprezzo profondamente qualsiasi dimostrazione di debolezza, mi ripugna. Ed è perché io sono consapevole della mia gigante debolezza che mi odierei ancora di più se la rendessi pubblica.

Sono così sola che potrei morirne.

La storia è ancora lunga, forse tutto parte da quando ero alle medie... Ho creato una teoria per capire il mio comportamento:

Alle medie, appunto, ero Agata normale. E non mi piacevo per nulla, ero insicura e mi facevo mettere i piedi in testa talmente tanto facilmente che ho anche vissuto episodi di bullismo. Poi è arrivato il meraviglioso mondo delle superiori, in cui sono diventata "Angela 2.0", spinta dal fatto che a scuola non mi conosceva assolutamente nessuno ho potuto plasmarmi a mio piacimento, ripromettendomi che nessuno avrebbe mai più potuto farmi sentire inferiore. Così sono diventata una versione più tosta di me stessa, sfrontata, anche un po' volgare, spigliata e alla mano. Ma come detto prima, questa non sono io. E se per i primi anni mi andava bene, ora inizio a sentire il peso della mia finzione ben congeniata perché vorrei tanto che qualcuno si preoccupasse di come sto. Perché sto davvero male. Mi sono costruita la mia fortezza mattone dopo mattone, bugia dopo bugia. Peccato che mi sia murata dentro viva.

Chi c'è dietro la maschera?

Cara Angela,

leggendo il tuo messaggio ho pensato due cose. La prima è stata: Wow Angela sa scrivere davvero bene! Potresti usare questa tua qualità per scrivere un diario...o una sorta di autobiografia dove puoi sfogare tutte le emozioni. 

La seconda cosa che ho pensato è stata: hai scelto le parole in modo accurato, eppure stringi stringi stringi...ho l'impressione che tu abbia mantenuto la maschera. Certo, si capisce che non stai bene e che mantenere questo ruolo è faticoso non ti si addice più. Ma cara Angela, cosa c'è dietro la maschera? Cosa ti fa stare male? Cosa ti fa stare bene? Cosa vuoi davvero? Chi vuoi essere?

Dici d'essere sola. Da dove proviene questo sentimento? Ti senti sola, perché non sei te stessa con gli altri? Tu e solo tu, hai le chiavi di quella gabbia. Abbi il coraggio d'aprirla! Alle volte fa paura e si ha l'impressione di aver perso la propria identità. Sappi però che non ci sono regole su ciò che tu devi o non devi essere - tu puoi decidere di essere ciò che vuoi. L'importante è seguire il proprio cuore. Prova a riordinare le priorità, mettiti degli obiettivi. Pian piano imparerai a conoscerti, a volerti bene e a rispettarti.

Un abbraccio

Miriam


Rubrik: Identität mich selber sein Sich selbst finden wer bin ich

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