Problemi a casa!

Salve!

La mia situazione è al quanto difficile: i miei sono separati. Io vivo con mia mamma, ho sempre vissuto con mia mamma. Anche quando erano assieme, mio padre a causa dei suoi lavori ambulanti stava via settimane, mesi e addirittura anni.

Attualmente ho 18 anni e non ho mai sofferto per questa cosa. Tutte le mia Michele mi chiedono come faccia: " non riuscirei mai!" " Mio papà è l'uomo della mia vita". Non ho mai sentito la sua mancanza nonostante noi ci vediamo massimo tre volte all'anno perché sì, è sempre stato così e mi sono abituata.!Adesso vive in Francia da due anni e capita che vada a trovarlo.

Il problema?

Non lo capisco, non lo capisco proprio. Continua a cambiare lavoro, Paese, non si accontenta mai di nulla e non riesce a tenersi stretto quello che ha. Ha quasi 48 anni e non ha niente in mano. Io molte volte ho provato a dirgli che nella vita bisogna imparare anche ad accontentarsi (soprattutto negli ultimi tempi!) Ma lui non capisce, aspira sempre a qualcosa in più che, detta sinceramente, non raggiungerà mai. Essendo io una persona molto razionale, indipendente e realista, non comprendo assolutamente il suo modo di vivere.

L'altro problema è che non mi conosce: non sa i miei gusti, non si ricorda mai che scuola frequento, il nome dei miei amici. L'ultima volta che sono andata da lui mi ha offerto una torta di fragole nonostante io ne sia allergica dalla nascita. Come si fa?! Come si fa a chiamare "papà" una persona così? Provo ad andargli incontro, ma dopo due/tre giorni non vedo l'ora di andar via da lui. Discutiamo perché lui pretende di farsi valere su di me in quei sei giorni che ci vediamo durante l'anno.

Mi dispiace questa situazione, molto. So che lui ci tiene a me. Oscillo tra un sentimento si odio e amore; ma 18 anni di vita non si possono recuperare e un Genitore non è chi ti mette al mondo, ma chi ti cresce.

 

... Problemi a casa!

Cara Cristina,

mi rattrista sentire che il rapporto con tuo padre sia complicato. Da come descrivi la situazione, si direbbe che tuo padre sia stato un uomo assente eppure ha cercato di darti affetto e cerca di mantenere il suo ruolo come "papà" il quale tu però non riconosci. Sentimenti come rabbia, tristezza e magari delusione sono molto comprensibili. Non dovresti sentirti in colpa se negli anni non hai sentito la mancanza di tuo padre; è normale non sentire la mancanza di qualcuno che non c'è quasi mai.

Dici di non capirlo; tuo padre è un essere umano e come tale, ha dei difetti. È un uomo che magari a suo volta non ha avuto un padre presente, oppure semplicemente non ha saputo esercitare il proprio ruolo come padre, perché non lo ha mai davvero capito. Può darsi che non abbia una buona autostima e che sia alla ricerca di qualcosa, ma neppure lui sa davvero di cosa. Infatti dici che tuo padre non si ferma mai...magari ne ha proprio paura! Dovrebbe affrontare le conseguenze delle sue scelte, magari avrebbe il tempo per accorgersi di cosa ha perduto mentre stava inseguendo i suoi sogni. 

Purtroppo, cara Cristina, vedere tuo padre pochi giorni all'anno non è sufficiente per creare un legame forte tra di voi e quindi è comprensibile che tu non ti senta capita, che lui non ti conosca e vice versa. Purtroppo però non c'è modo di cambiare le persone. L'unica cosa che possiamo fare, è cercare una strategia per poter vivere al meglio la situazione. Cosa hai bisogno di tuo padre? Potresti parlare con lui? Dirgli di come ti senti? La delusione e rabbia che hai provato quando ti ha portato la torta alle fragole? Magari parlargli chiaramente può avvicinarvi e puoi imparare a conoscerlo. Tuo padre è di fatto diverso da te e ti dona quel che può, cerca di accettarlo e di prendere quel che ti può dare.

Se dovessi aver bisogno di sfogarti, sappi che noi siamo a disposizione.

Forza!

Miriam


Rubrik: Familie und Freunde

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