Sono da buttare, no?!

Ciao.

Non sono solita scrivere o cercare aiuto online, però mi farebbe piacere avere un'opinione. Ho 20 anni e sono una studentessa universitaria. Bene, allora dove sta il problema?

Direi tutto.

Non esco quasi mai perché non ho voglia di vedere o conoscere altra gente. Non ho più voglia di studiare, neanche le cose che una volta apprezzavo. Anzi, direi che una volta amavo studiare. Ero volenterosa e mi piacevano praticamente quasi tutte le materie. Non ho più amici, se ne sono andati. Sono sempre nervosa e rispondo male a tutti, compresi i membri della mia famiglia, gli unici di cui mi importi ancora qualcosa. Non ho voglia di fare niente, nemmeno di alzarmi dal letto. Non ho la forza, la volontà e la determinazione di affrontare le giornate e di conseguenza, non ho proprio voglia di vivere. Non ho mai avuto una vita emozionante, anzi piuttosto monotona e piatta. Non ho mai avuto un vero e proprio ragazzo e ho un rifiuto totale nei confronti dei rapporti, delle relazioni e non ci credo alla stupida favoletta dell'amore. Una volta credevo solo nell'amicizia, nel lavoro di squadra, nella cooperazione ma adesso, a furia di delusioni e una volta compresa la natura opportunista dell'uomo, non ho assolutamente voglia di perdere tempo con gli altri. Ogni giorno mi sveglio, con estrema fatica vado a fare colazione (preciso che non ho voglia di mangiare, quasi mai) e poi cerco di studiare, ma finisce che guardo il soffitto e faccio film mentali assurdi pensando alla vita di merda che sto facendo. Ma la cosa assurda sapete qual è? Non ho voglia di cambiarla, perché mi fa semplicemente schifo vivere, se questa deve essere la vita. Sempre la solita storia del, nasci, cresci, vai a scuola, vai all'università, trovi lavoro, ragazzo, matrimonio e figli, vecchiaia con i nipoti e morte. NO.NO. Questo schemino del cazzo non mi piace per niente, che diamine di vita è questa? In preparazione a tutto questo stress. In più aggiungo il fatto che sono malata di emicrania, cefalea e cervicale. Ne soffro da anni e sto cercando di curare questi disturbi, perché mi impediscono di fare il 90% delle cose. Ma sottolineo che anche quando sto "bene", ho queste sensazioni.

Mi sono fatta due domande, so di essere pazza e di non essere normale. Quindi la domanda e questa: per quanto potrò continuare cosi? Per quanto ancora devo stare in questa agonia? Per quanto ancora devo stare male? Ho pensato di farla finita più volte ma non ci riesco. Non ho il coraggio nemmeno di fare questo. Mi da fastidio che alla gente volenterosa e piena di risorse venga strappata così la vita e invece io, inetta, insoddisfatta e senza capacità sono ancora qui.

Sono da buttare, no?!

Attendo un vostro parere. Grazie per quello che fate.

PS: mi spiace di essere stata così esplicita e brutale in alcuni punti, ma è cosi che mi sento.

... Assolutamente no! 

Cara Anonima,

da ciò che ci hai scritto, si percepisce una grande sofferenza, un dolore che toglie quasi il respiro. Un mantello pesante, scuro, che non ti permette di vedere i colore, che non lascia trasparire la luce.

Dici di non voler cambiare la tua vita, che non ne vale la pena, eppure noto una piccola ambivalenza, perché nonostante tutto, tu hai avuto la forza di scriverci, di chiedere aiuto. Brava!

Hai descritto in modo preciso come ti senti, come sei cambiata in questo periodo. Hai un'ottima capacità riflessiva e scrivi molto bene. A volte, quando tutto sembra andare storto, aiuta scrivere un diario per mettere nero su bianco i propri pensieri. Mentre si scrive, il pensiero rallenta e si ha tempo di riflettere.

Ora ti pongo alcune domande, che possono aiutarti a fare un po' di chiarezza, a rimettere struttura nella tua vita. È successo qualcosa che ti ha influenzato in modo negativo la vita? Come ti trovi all'università? Come gestisci lo stress? Cosa dovrebbe cambiare per far sì che tu voglia di nuovo vivere?

Le relazioni sono una fetta importante della vita. Tu ti stai isolando e come vedi, questa strategia non ti sta aiutando a stare meglio. Immaginati di trascorrere tutta la tua vita in un letto. Quante esperienze positive potresti fare? Come avrai capito, rintanarsi sotto le coperte, è una via che spesso si imbocca, quando si ha la sensazione di non farcela più, ma purtroppo non è la via che porta ad un miglioramento. La prima cosa da fare, è quindi spezzare questo circolo vizioso e riattivarsi con quella poca energia che rimane. Mettiti degli obiettivi giornalieri, come per esempio fare dello sport, andare a correre, disegnare, leggere, oppure cercare di scrivere una piccola cosa positiva che ti è successa quel giorno. I contatti si possono riallacciare e potresti provare a chiamare un amica ed andare a fare una passeggiata.

Dici che tieni ai tuoi famigliari, aggrappati a loro in questo periodo difficile. Parlagli, fagli capire che non sei nervosa perché hai un caratteraccio, ma perché stai male. Stai gridando aiuto! Se non te la dovessi sentire a parlarne, potresti stampare questa pagina e fagliela leggere. Inoltre è importante che tu possa parlare con qualcuno, lasciati sostenere da una persona competente (psicologa/psichiatra). Pensare al suicidio è una cosa seria, quindi non aspettare troppo a lungo. Lo psicoterapeuta non può fare il lavoro per te, ma ti da gli strumenti per poter affrontare questo periodo difficile in modo che tu possa ritrovare la forza e la voglia di vivere. E vedrai che quel mantello pesante se ne andrà!

Cara Anonima, sei una studentessa universitaria e hai sicuramente delle qualità. Non sei né inetta né da buttare! Purtroppo a distanza non posso toglierti questi sintomi, ma spero che queste poche righe ti abbiano potuto aiutare. Se volessi approfondire dei temi o dovessi aver bisogno di sostegno, non esitare a contattarci.

Ti mando tanta, tanta forza! Coraggio Anonima, non mollare!!!

Un forte abbraccio

Miriam

P.S. Spesso malattie tipicamente "fisiche" come emicrania, cefalea e cervicale, sono legate a un malessere "interno"(psicologico). Ci sono buone probabilità che migliorando il tuo stato d'animo, anche questi disturbi andranno migliorando.